Necropoli nuragica di Antas

La Necropoli Nuragica di Antas

La necropoli nuragica, composta al momento da 5 sepolture di tipo a pozzetto a sezione cilindrica, sorge attorno a un affioramento roccioso interpretato ipoteticamente come santuario; è posizionata in direzione Nord-Sud, a 21 m dal podio romano.

Le tombe, profonde da 0,35 m a 0,68 m con 0,80 m di diametro e ricoperte da un tumulo di pietre di marna, appartengono sicuramente ad una necropoli più estesa, in uso nella prima Età del Ferro (datata al IX secolo a.C.).

La tipologia delle sepolture è di estremo interesse in quanto richiama pochi altri esempi noti in Sardegna, tra cui le famose tombe di Mont’e Prama nei pressi di Cabras (OR).

Due tombe (T2 e T5) furono erette ad uso commemorativo (cenotafio), infatti non accoglievano il defunto, ma solamente il corredo funerario. Le altre tre (T1, T3, T4), invece, contenevano ciascuna un individuo inumato (deposto in posizione verticale seduta); uno di questi (T3) era accompagnato da un bronzetto raffigurante un uomo nudo con le gambe leggermente flesse, la mano destra alzata in segno di saluto, mentre con la mano sinistra impugnava una lancia o un giavellotto.

La statuina è stata interpretata, da alcuni studiosi, come la raffigurazione del Babai, divinità paterna dell’etnia nuragica, che poi avrebbe avuto una ripresa in età punica e romana. Altri studiosi pensano si tratti, invece, della raffigurazione di un dio eroe-cacciatore e non sono concordi sull’attribuzione del nome e sulla continuità di culto nelle fasi successive, in quanto si ritiene che il termine “babai” non abbia un’origine nuragica, ma sia la ripresa in lingua sarda di un termine che deriva dall’italiano moderno.